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Punto Croce: una storia che lega antichità e modernità

Punto Croce: una storia che lega antichità e modernità

Il ricamo a punto croce risale a tempi antichissimi, tanto da non sapere con precisione dove e quando abbia avuto origine. Nonostante si possa dare per assunto il fatto che l'arte del ricamo a punto croce sia un'attività che ha accompagnato l'uomo fin dai suoi albori, i primi reperti giunti fino a noi risalgono solamente all'850 D.C. Pezzi di lavori decorativi sono stati trovati in paesi diversi quali Cina, Uzbekistan, Marocco, Thailandia, Messico, Russia, Sud America ed ovunque in Europa.

Ma anche se le prove certe non mancano, la vera e propria storia di questo genere di arte incomincia veramente nel Medioevo. Molto importante l'influenza dell'arte bizantina (nella Bisanzio medievale gli abiti delle corti, i paramenti sacerdotali e gli abiti dei facoltosi, erano ricchi di ricami di origine persiana) che si estende per tutta l'Europa meridionale, era un'occupazione solita delle dame di corte ricamare nelle lunghe giornate di attesa mentre i propri uomini erano in battaglia. Le trame, spesso copiate da quelle orientali, ricalcavano i disegni dei tappeti che i loro uomini portavano appunto dall’Oriente e ornavano gli abiti con ricami geometrici. 

Col passare del tempo arriviamo al Rinascimento, quando il ricamo a punto croce diventa una costante nell'educazione cortese delle giovani dame, sia con insegnamenti tramandati oralmente da madre a figlia, sia tramite i primi testi. Per poter tramandare il sapere, ogni membro femminile della famiglia aggiungeva nuovi punti ad un campione ricamato, imparati da altre donne o inventati da sé, fino a quando la necessità e la varietà dei punti raggiunta nel corso del tempo portarono ad una vera e propria necessità di apprendimento.  

Ecco che nel 1586 vede la luce il primo libro stampato completo di schemi realizzati per imparare il punto croce con facilità.

Proprio a questo periodo risale anche il Point de Marque, chiamato marquoir per i francesi, Sampler per gli inglesi (dal latino exemplum) e imparaticcio per noi. Questo è un semplice punto che veniva usato per differenziare i capi di biancheria delle famiglie, al tempo assai numerose. Dato che l'igiene lasciava ovviamente molto a desiderare, ogni membro della famiglia doveva possedere numerosi capi di biancheria (venivano lavati circa 2-3 volte l'anno), e questi punti servivano a poterli riconoscere una volta asciutti

Nel 1600 iniziano a circolare in Europa i primi coloranti naturali, e qui abbiamo una delle più classiche immagini del punto croce nella cultura popolare. Scoppia infatti la cosiddetta “Rivoluzione rossa”, per cui troviamo tutti i ricami a punto croce in filato rosso su fondo bianco. 

Il passo successivo risale al 1700, il cosiddetto "Secolo dei Lumi". Gli studi sempre più avanzati sulla prospettiva tridimensionale e bidimensionale permettono ai ricami in punto croce, fino ad ora semplici lettere o figure stilizzate, di diventare vere e proprie opere d'arte. Non più solo schizzi e abbozzi ma veri e propri ritratti, paesaggi e chi più ne ha più ne metta.

Ci stiamo avvicinando molto velocemente a quella che può essere definita la vera "età dell'oro" del punto croce, ossia il 1800, periodo che viene dai più ricordato come Età Vittoriana (per via del dominio della Regina Vittoria sul Commonwealth). L’industria tessile può adesso mettere a disposizione tele e fili in tantissimi colori, si diffondono le riviste femminili e anche gli schemi quadrettati, colorati a mano prodotti in tipografia, a Berlino. Gli schemi sono inevitabilmente influenzati dall'arte dell'epoca, il Romanticismo, che vede proprio nel Regno Unito e in Germania le sue massime rappresentazioni. Si diffonde il piccolo e il mezzo punto, ricami “tappezzeria” diffusissimi appunto nell’Inghilterra vittoriana. 

Ma questo è il secolo dell'Industria, e dunque non potevamo non accennare qualcosa a proposito della nascita di una grande azienda, la DMC. Un membro dell’Accademia del Ricamo dell’imperatrice Maria Teresa e fondatrice di una scuola di ricamo, Thérèse de Dillmont, aristocratica viennese, si unisce commercialmente con Jean Dollfus e crea questa impresa arrivata fino ai giorni nostri. La de Dillmont produce una grande enciclopedia di schemi di ricamo che, tradotta in 17 lingue diverse, ottiene un successo di vendita senza precedenti, arrivando alle 2 milioni di copie in tutto il mondo.

 Ma come tutte le cose che raggiungono l'apice sono inevitabilmente destinate a cadere, ecco che questo succede anche al punto croce. Nel XX secolo infatti questo stile di ricamo cade lentamente in disuso principalmente per due motivi:

- La nascita dello Stile Liberty impone sensibilità e raffigurazioni artistiche più "svolazzanti".

- Il nuovo ruolo della donna e le rivolte sociali in tutto il mondo da parte delle donne mettono un po in un angolo un'attività, il ricamo appunto, vista  ora come sorta di oppressione misogena dell'uomo sulla donna e simbolo di controllo e patriarcato.

È solo nei recenti anni '80 che il punto croce torna alla ribalta: la donna ha raggiunto i suoi obiettivi e non deve più preoccuparsi di lottare per il proprio status (anche se ne potremmo parlare...). Ma non è più un'attività necessaria per la decorazione delle stoffe come accadeva in passato, dato che nel frattempo si è ampiamente sviluppata la stampa su tessuto.

Il ricamo a punto croce viene per lo più praticato come passatempo, per cui vengono abbandonate le tecniche impegnative ed eleganti del bianco e si sviluppa moltissimo il variopinto punto croce, anche perché la stampa di schemi a colori ne facilita l'esecuzione.

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